Gli impiegati, la lombosciatalgia e il lungo viaggio verso la guarigione

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Gli impiegati, la lombosciatalgia e il lungo viaggio verso la guarigione

Gli impiegati e i funzionari amministrativi in media trascorrono gran parte della giornata lavorativa seduti alla scrivania, alle prese con il pc, tra un mare di documenti e il telefono che squilla. Giorno dopo giorno, la posizione sedentaria, lo stress e l’esigenza di assolvere alle funzioni professionali tendono a prendere il sopravvento sulla loro salute fisica. È un processo che avviene lentamente quanto inesorabilmente, soprattutto con l’avanzare dell’età e la mancanza di movimento.

È il caso di Carla, una paziente che ho trattato nel mio studio romano a marzo. Carla mi ha raccontato di essere arrivata la mattina prima in ufficio e di aver salutato i suoi colleghi con un sorriso forzato, che nascondeva il disagio che stava provando: un dolore acuto, insopportabile, alla schiena e alle gambe. Quello che un tempo era un incarico agevole, stare seduta per ore alla scrivania, in casi come questo diventa una sorta di sfida insormontabile. La persistenza del dolore fisico può ridurre la produttività e la determinazione di chi lavora, influenzando negativamente anche il benessere psicologico della persona.

Quando Carla è venuta a trovarmi, una decina di giorni fa, le si poteva leggere in viso la sofferenza che provava. Il suo atteggiamento, di solito allegro e solare, era stato sostituito da una smorfia di dolore. I suoi movimenti apparivano tesi e faticosi. Da un primo esame ho compreso che si trattava di una lombosciatalgia acuta. Nelle sue forme peggiori, questa patologia genera dolori lancinanti lungo la spina dorsale che rendono insopportabili le attività quotidiane e professionali. Anche il semplice atto di sedersi, stare in piedi e camminare rischia di diventare una sorta di fatica di ercole. Insomma, Carla aveva bisogno di un trattamento urgente.

Resto sempre molto colpito e preoccupato dalla sofferenza che provano i miei pazienti. Ogni fitta di dolore ricorda loro la propria vulnerabilità e fa affiorare paure profonde, il timore recondito che la propria vita non torni più alla normalità. L’empatia è una componente fondamentale del nostro lavoro di terapeuti. Ho ascoltato con attenzione Carla descrivermi i suoi sintomi, annotando mentalmente i dettagli della condizione in cui si trovava e approfondendo con una serie di domande sulla sua storia clinica. Gestire i sintomi vuol dire affrontare le ragioni di fondo di un disagio.

Il mio compito di terapeuta è di intraprendere un viaggio con il paziente, per scoprire le radici del dolore e trovare insieme una linea d’azione che possa fornire sollievo nell’immediato e la guarigione sul lungo periodo.

Le prime sedute hanno dato speranza a Carla che ha sperimentato un momento di tregua rispetto alla tormentata condizione dei giorni precedenti. Abbiamo lavorato per riallineare la sua postura, allentando la tensione che si era accumulata in un periodo troppo lungo di disattenzione verso la sua condizione fisica. Ogni volta che il trattamento si interrompeva per il fine settimana, Carla si ritrovava di nuovo in preda a dolori ricorrenti. Ma è questione di tempo. Un approccio completo, garantito dalla combinazione delle tecniche osteopatiche e fisioterapiche, adattate alle singole esigenze del paziente, ha bisogno di periodi anche lunghi per dispiegarsi in tutti i suoi effetti benefici.

Anni di studio ed esperienza mi permettono di definire piani di trattamento individuali che affrontano non solo i sintomi, ma anche gli squilibri di fondo che alimentano la sofferenza dei pazienti. Con Carla l’obiettivo era chiaro: correggere gli squilibri posturali e alleviare la tensione che provava nella parte bassa della schiena e nelle gambe. In diverse sedute abbiamo lavorato in maniera metodica per ridurre lo squilibrio dei fulcri e sciogliere le tensioni muscolari dell’ileopsoas, del piriforme e del gluteo. Le cose sono lentamente migliorate.

Un aspetto della terapia che ricordo sempre ai pazienti è che il trattamento non si conclude mai all’interno del mio studio. Chi viene a trovami, deve riconoscere l’importanza del prendersi cura di sé in modo proattivo. Così, ho dato a Carla una serie di esercizi semplici ed efficaci da eseguire quotidianamente con costanza e in maniera diligente a casa. Gli esercizi di posturale giocano un ruolo importante nel processo di guarigione e rafforzano i progressi fatti con il terapeuta. Grazie alla sua pazienza e alla perseveranza, Carla ha ha migliorato notevolmente la sua condizione.

In una seconda fase della terapia, abbiamo tracciato un successivo percorso di sedute preventive e periodiche, in modo da rafforzare la sua postura e migliorare la sua salute a livello muscolare e scheletrico. Ogni trattamento è un viaggio a sé, costellato da miglioramenti, battute d’arresto, momenti di dubbio, benefici che si comprendono meglio anche dopo la fine del trattamento. Le persone come Carla, che fanno lavori sedentari magari per lunghi anni di seguito, devono maturare una forte determinazione per recuperare il pieno controllo sulla loro salute e il benessere. Superato il dolore, si comprende che possono essere ridotte anche tutte quelle limitazioni legate a patologie come la lombosciatalgia.

Bisogna essere resistenti e affidarsi con fiducia alle mani di terapeuti esperti per far emergere fino in fondo quel potenziale di guarigione che si trova in ognuno di noi.

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