Osteopatia: la tecnica manipolativa è sicura perché si adatta sempre al singolo paziente

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1 Marzo 2022
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Osteopatia: la tecnica manipolativa è sicura perché si adatta sempre al singolo paziente

trattamento osteopatico

La tecnica strutturale o manipolativa è una tecnica soggettiva, non oggettiva. Questo perché va adattata al singolo paziente. La regola principale della tecnica è la sua precisione: il piccolo range di movimento e l’alta velocità di esecuzione. Questi parametri permettono alla tecnica di non incidere sulla struttura trattata. La tecnica non lavora solo sulla struttura vertebrale, ma su tutte le strutture circostanti e l’obiettivo principale è stimolare il sistema nervoso a creare un reset della struttura che è fuori equilibrio. Il piccolo range di movimento rende la tecnica innocua ai tessuti.

La parola chiave della tecnica strutturale è soggettività: il trattamento deve essere attentamente valutato sulla base delle reali condizioni e necessità del singolo individuo. Un approccio attento consente di trattare con più efficacia pazienti di diverse fasce di età, dagli anziani ai bambini, dagli sportivi a persone con altre patologie più serie. Una volta acquisite le cause alla base del disturbo, e valutate attentamente le eventuali controindicazioni, il trattamento viene calibrato in funzione delle caratteristiche muscolari e scheletriche del paziente, considerando anche aspetti non secondari come quelli relativi allo stile di vita delle persone.

Il trattamento, in primo luogo, deve considerare le tensioni corporee del paziente: grado di elasticità, rigidità, mobilità, fragilità osteo-strutturale. L’efficacia del trattamento dipenderà dall’equilibrio sinergico di alcuni elementi fondamentali:

– l’alta velocità in un piccolo range di movimento

– la precisione e il timing di esecuzione

– il movimento e la forza applicata

Ad esempio, la forza da imprimere durante le manipolazioni sarà differente a seconda che si tratti di un paziente giovane e sportivo (come un rugbista) o di un paziente anziano con una fragilità strutturale (osteoporosi). Usando una tecnica oggettiva (standard) si rischierebbe di danneggiare i tessuti più fragili delle persone anziane oppure, all’opposto, di essere totalmente inefficaci sul rugbista: ci vogliono pressioni che si adattino ai tessuti sottostanti. Fondamentale è anche l’alta velocità con la quale vengono effettuate queste manovre, unita al piccolo range di movimento che compie la struttura trattata: l’alta velocità rende queste tecniche efficaci (stimolando al meglio il sistema neurovegetativo); la ridotta ampiezza di movimento le rende sicure.

Vi aspetto nel mio Studio a Roma per mostrarvi come pratico i trattamenti strutturali di osteopatia. Niente paura per qualche “scrocchio”, sarà liberatorio!

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