Chi sono

Massimiliano Mariani

Lo sport è sempre stato un aspetto centrale della mia vita, e credo che da questo dipenda anche il tipo di lavoro che ho scelto. Mio padre è stato vice campione italiano di salto con l’asta, entrambi i miei genitori docenti di educazione fisica, io ho giocato per anni a pallanuoto e praticato con passione l’arrampicata sportiva. Sin da bambino trascorrevo ore ad osservare l’eleganza e l’armonia dei gesti atletici di qualsiasi sport: la capacità che il corpo ha di muoversi in modo così fluido da far sì che un movimento tecnicamente preciso e difficile, appaia invece estremamente armonioso e semplice da eseguire. Con il passare del tempo questa passione mi ha spinto a riflettere meglio sulla natura del movimento, su come utilizziamo il nostro corpo e lo muoviamo nello spazio.

Così negli anni Novanta mi sono laureato in fisioterapia, la branca della medicina che allora consideravo la cosa più vicina a tutto quello che desideravo conoscere e capire. Senza dubbio la fisioterapia è una disciplina poliedrica che mi ha permesso di acquisire molte competenze nel campo della riabilitazione motoria. Eppure mentre studiavo sentivo di non trovare tutte le risposte a quello che cercavo, volevo capire come le varie strutture del sistema muscolo-scheletrico si relazionano tra di loro durante la fase statica e dinamica del corpo. Allora ho scelto di proseguire il mio percorso studiando osteopatia.

osteopatia roma

All’epoca, era la fine degli anni Novanta, non era facile per persone della mia età intraprendere la strada degli studi osteopatici. La osteopatia veniva considerata più un punto di arrivo che di partenza. Ho studiato osteopatia per 6 lunghi anni ed è stato uno dei periodi più intensi della mia vita, studiavo di notte e di giorno lavoravo per mantenermi agli studi. Mi ritengo fortunato perché, grazie a quell’impegno così forte, l’osteopatia è diventata una grandissima base di partenza per il mio lavoro successivo. L’osteopatia ha un approccio globale che mi ha permesso di comprendere più a fondo il funzionamento delle strutture corporee, eppure non ero ancora del tutto soddisfatto, e la mia ricerca mi ha condotto verso la ginnastica posturale del metodo Mézières.

Così come considero il mio maestro Alain Bernard il punto di riferimento per l’osteopatia, Jackie Renault è stato il mio mentore per quello che riguarda il Mézières. Il corso di posturale Mézières è stato un punto di approdo del mio percorso professionale. Il Mézières mi ha fatto comprendere che non ci sono strutture corporee giuste o sbagliate, “dritte” o “storte”, ma che ognuno di noi ha una postura unica e soggettiva, che è il risultato della propria esperienza di vita e del proprio carattere. Il compito del terapeuta è cercare, per quanto possibile, di ricreare l’equilibrio che serve per eliminare il dolore.

Mézières diceva che “la causa del dolore non è mai dove il dolore si manifesta”, una frase celebre, che si può leggere in tante delle sue biografie. Questo vuol dire che spesso il dolore ci induce a cercarne le cause nelle stesse zone dove lo avvertiamo, portandoci fuori strada. È molto importante invece risalire alla vera causa, che spesso è altrove. La zona del dolore è solo la punta dell’iceberg. Sotto c’è un mondo da scoprire e sbrogliare per poter vincere davvero la nostra battaglia, e non solo per avere un temporaneo sollievo. Compito della terapia è quindi andare in cerca degli squilibri che determinano il dolore, riportando armonia e capacità di movimento e recuperando tutte le funzioni delle nostre articolazioni. In ogni struttura corporea c’è una ipomobilità (struttura rigida) che scatena il processo doloroso, e una ipermobilità (struttura che compensa) che è invece la zona ove il dolore viene avvertito a causa del carico di lavoro maggiorato.

Provo a fare l’esempio che spesso uso con i miei pazienti per spiegarmi meglio: quando l’ammortizzatore di un’automobile non funziona più, le sollecitazioni a cui è sottoposto il peso dell’auto si scaricano sopra o sotto l’ammortizzatore, rischiando di rompere il cerchione o il semiasse. Possiamo cambiare molti cerchioni, ma se il meccanico non individua nell’ammortizzatore la causa della rottura, continueremo a romperli. Per cui è inutile aggiustare gli altri pezzi se prima non si risolve il problema dell’ammortizzatore. Il corpo umano è infinitamente più complesso di un’automobile, ma se immaginiamo che il tratto dorsale della nostra colonna vertebrale sia quell’ammortizzatore, divenuto rigido a causa del lungo tempo passato fermi, lavorando al pc, seduti davanti alla tv, allora la colonna non riuscirà più ad assorbire il peso della nostra struttura corporea come dovrebbe e lo scaricherà a livello cervicale e lombare, sopra e sotto la schiena, dove sentiremo dolore.

fisioterapista roma

Il senso del Mézières è dunque quello di trovare le cause del dolore per ridare equilibrio al corpo, cioè la giusta relazione tra le nostre strutture. Negli ultimi anni, essere arrivato a questa consapevolezza sulle discipline che pratico quotidianamente mi ha fatto avvicinare alla biomeccanica, cioè all’ingegneria meccanica applicata al corpo umano. Oggi considero la biomeccanica l’approccio più concreto nel guardare al corpo umano. Parliamo di vettori, forza peso, gravità, strutture, catene muscolari, concetti legati alla Fisica che insieme al mio background di fisioterapista, osteopata e posturologo, sono alla base della strategia di lavoro che applico come terapeuta.

La sfida per me è sempre stata trovare delle spiegazioni logiche e quindi dei rimedi pratici ai dolori delle persone, per rompere la rigidità che blocca i pazienti e farli tornare a una vita normale. I blocchi che abbiamo spesso rovinano la nostra esistenza, impediscono di fare pienamente quello che vorremmo, fosse anche una bella passeggiata in bicicletta o leggere un libro. Quelle rigidità riducono la capacità di movimento, influenzano negativamente la circolazione sanguigna, la ossigenazione e il nostro sistema nutritivo. Per rimettere in funzione una struttura corporea dobbiamo ridarle mobilità, nella consapevolezza che tutto ciò che si trova attorno debba tornare morbido ed elastico. Una sciatica può dipendere dall’ernia del disco, ma a sua volta l’ernia del disco può dipendere da un blocco vertebrale determinato da una condizione di ipomobilità e se, come terapeuta, non riesco a smuovere il sovraccarico vertebrale, non riuscirò a risolvere i problemi del paziente.

osteopatia roma

È trascorso molto tempo da quando ho iniziato questo lavoro. Oggi sono in grado di personalizzare la strategia di trattamento di ogni singolo paziente come non avrei mai immaginato quando studiavo fisioterapia. Riesco a farlo perché so che ogni persona che ho davanti è diversa da tutte le altre, reagisce in modo diverso, mi chiederà cose diverse. Più riesco ad affinare la strategia, più ci avviciniamo, io e il paziente, alla guarigione. Ho rinunciato a tantissime cose per fare bene il mio lavoro, ho detto addio a un posto fisso, dopo aver vinto un concorso in ospedale, ho scelto di aprire un mio studio privato e ho sviluppato una terapia, Kyros, che rappresenta il punto di arrivo di tutte le mie esperienze di studio e professionali.

Ho deciso infine di aprire questo blog perché voglio provare a raccontare alle persone cosa ho imparato in anni di lavoro, in che modo sono arrivato a questa consapevolezza. Nessuna terapia funziona se manca una relazione con l’altro. I pazienti che ogni giorno incontro nel mio studio a Roma sono innanzitutto persone e per questo vanno messa al centro della terapia, e ciò che conta a prescindere da tutto, è la relazione che si stabilisce tra noi.

Lo spiego fino allo sfinimento ai miei colleghi più giovani: prendetevi cura delle persone che incontrate, pensate che quando scelgono un percorso terapeutico si portano dietro tutti i loro problemi, psicologici, familiari, professionali: cercano aiuto. Voi siete lì per liberarli dal dolore e dallo stress che li fa sentire prigionieri del proprio corpo e, acquisite tutte le competenze per farlo, se riuscirete a fargli sentire che volete davvero prendervi cura di loro, insieme si troverà una strada per la guarigione.

Buona lettura!

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