Le vertigini di Francesco

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Le vertigini di Francesco

Francesco ha circa quarant’anni e lavora da molto tempo come ristoratore. Ci siamo conosciuti su Instagram qualche mese fa, quando mi ha scritto chiedendomi cosa avrebbe potuto fare per risolvere un problema che lo assilla da tempo: le vertigini. La vertigine è una condizione molto diffusa tra i pazienti che vengono a trovarmi, chi ne soffre prova la sensazione straniante e illusoria per cui tutto sembra girare intorno; come se l’ambiente esterno fosse in costante movimento anche se in realtà non vi è alcun movimento effettivo.

Le vertigini possono variare per tipologie (la vertigine centrale, periferica, la cosiddetta “labirintite”, le “pseudo-vertigini”) e per durata, ma, prima o poi, è una condizione che sperimentiamo almeno una volta tutti quanti nella vita, soprattutto con l’avanzare della età e indipendentemente dal sesso. L’impatto delle vertigini sulla nostra quotidianità è significativo: possiamo avere delle difficoltà nel mantenere l’equilibrio, disturbi all’udito, a volte provare forme di nausea o vomito, e tutto questo proprio a causa dell’intensa sensazione di movimento che si prova. La postura scorretta, infine, è uno dei fattori di rischio per le vertigini.

Un bel guaio per Francesco, che lavora perennemente in piedi, spostandosi in modo frenetico tra la cassa e i tavoli del locale, inseguendo una comanda e l’altra. Nonostante la passione instancabile per il suo lavoro, Francesco è costretto a fare i conti con gli effetti debilitanti delle vertigini a cui si è aggiunta una forte nevralgia. La sua situazione si è complicata lo scorso novembre, quando alla routine del ristorante si è aggiunto anche un brutto incidente. Mentre era a casa e si stava alzando dal divano, Francesco ha perso l’equilibrio cascando per terra e rimediando una piccola ferita alla testa. Nonostante le rassicurazioni iniziali del suo medico di base, i sintomi sono diventati persistenti finché si è deciso a scrivermi per chiedere di essere visitato.

Così abbiamo iniziato un percorso terapeutico classico per questo genere di pazienti, con una combinazione di trattamenti manipolativi osteopatici e fisioterapici, per ridurre gli episodi di vertigine, stabilizzare l’equilibrio e intervenire su eventuali fattori sottostanti a livello muscolo-scheletrico. Nel corso delle sedute, grazie a una terapia mirata, ho affrontato i problemi al livello della cervicale alta, alleviando gradualmente i sintomi delle vertigini in modo da ridare un senso di equilibrio a Francesco. Ho effettuato una serie di manipolazione delicate dei tessuti cervicali, con l’obiettivo di ridurre la tensione muscolare intorno al collo e alla testa.

Le vertigini sono una problematica relativa a un blocco cervicale dell’occipite C1 (prima cervicale); le sedute iniziali di ogni trattamento servono a liberare questa struttura. Davanti alla prima vertebra cervicale c’è una una stazione nervosa, il ganglio cervicale superiore, importantissima del sistema neurovegetativo. L’esperienza che ho maturato trattando centinaia di pazienti che hanno risolto le loro problematiche, oggi mi porta a pensare che un’alterazione della mobilità dell’occipite o della prima vertebra cervicale – in grado di generare una sofferenza vaso pressoria intracranica – sia alla base di diverse problematiche come il mal di testa e l’emicrania, le vertigini, gli acufeni e tanti altri sintomi.

La sofferenza cervicale del paziente nella stragrande maggioranza dei casi è determinata da problematiche biomeccaniche posturali che tendono a mettere in sofferenza il tratto cervicale da un punto di vista funzionale a causa di abitudini che maturiamo nel corso della nostra vita. Altre volte l’alterata funzionalità dell’occipite è causata da un trauma diretto, come può accadere ad esempio dopo un incidente stradale. Per questo è fondamentale non solo la manipolazione cervicale ma anche il riequilibrio a livello posturale per evitare che il blocco cervicale tenda a riperpetuarsi.

La finalità del trattamento è dunque sia quella di ripristinare la mobilità occipitoidea ottimale, sia di riequilibrare l’asset posturale alla base della sofferenza cervicale che a sua volta ha determinato il blocco. Per raggiungere una stabilizzazione completa delle vertigini occorre un processo graduale e costante che richiede tempo. Le vertigini di Francesco, man mano che la terapia andava avanti, sono notevolmente diminuite. A quel punto abbiamo affrontato il problema delle nevralgia, continuando il percorso di cura e arricchendolo con una serie di esercizi posturali. Gli ho anche suggerito alcune piccole misure preventive per evitare le vertigini, come ridurre le situazioni troppo stressanti a lavoro, evitare movimenti improvvisi della testa o torsioni del collo eccessive, alzarsi troppo rapidamente dal letto e così via.

Dopo un paio di mesi di trattamento, Francesco ora sta meglio. Siamo riusciti a creare un legame di fiducia reciproca che ci ha unito nel percorso comune che porta verso la guarigione. Molte persone che vengono a trovarmi scoprono il mio lavoro e il metodo Kyros sul web o attraverso i miei social. Mi piace pensare, come nel caso di Francesco, che rapporti di cura nati inizialmente a distanza, in modo virtuale, sono destinati a sbocciare in legami forti, reali, che uniscono terapeuta e paziente in un impegno comune: recuperare la vitalità e il benessere dopo una esperienza di sofferenza, un passo alla volta, con coraggio e determinazione.

Le vertigini di Francesco
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