La frattura dell’anca. Che cos’è, sintomi e trattamento

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La frattura dell’anca. Che cos’è, sintomi e trattamento

Oggi parliamo della frattura dell’anca, una condizione che consiste nella rottura parziale o totale del collo del femore, la porzione superiore dell’osso della coscia  che si unisce con il bacino nell’articolazione coxo-femorale. Queste fatture si classificano, oltre alla solita distinzione tra composte e scomposte, in base al punto in cui è presente una lesione e si distinguono tra fratture intra-capsulari, extra-capsulari, intertrocanteriche e sotto-trocanteriche.

Le fratture intra-capsulari sono le più gravi perché interessano una porzione anatomica riccamente vascolarizzata e quindi esposta al rischio di necrosi del tessuto osseo. La grande maggioranza dei pazienti con frattura dell’anca hanno più di 65 anni e le cause più comuni che portano a questa condizione sono le cadute accidentali anche se vanno menzionati  traumi sportivi, urti diretti e incidenti stradali.

Ci sono alcune fattori che possono predisporre a tale condizione come il sesso e l’età del paziente, l’osteoporosi che indebolisce la componente minerale dell’osso rendendolo più fragile e meno resistente, uno stile di vita sedentario senza esercizio fisico, fumo, alcool e altre patologie pregresse o concomitanti (artrosi, disturbi dell’equilibrio).

Frattura dell’anca: cause principali

In casi gravi è possibile che un anziano si fratturi l’anca stando in piedi e senza cadere, semplicemente con una torsione della stessa o un carico sbagliato o eccessivo. I sintomi della frattura differiscono a seconda del punto che si  lesiona. Solitamente comprendono dolore acuto e violento nel punto in cui si è verificata la rottura, incapacità di muoversi, difficoltà a stare in piedi, deformazione e accorciamento dell’arto interessato.

Si hanno problemi e dolori forti nel rimanere in piedi e scaricare il peso sula gamba lesionata, con una conseguente limitazione nella rotazione esterna della gamba ed un accorciamento. Se non gestita nella maniera adeguata può portare a complicanze come rigidità articolare, deformità, artrosi post-traumatica, trombosi venosa o infezioni.

Per una diagnosi certa il paziente viene sottoposto ad una radiografia ed in caso di frattura accertata la condizione necessita quasi sempre di un intervento chirurgico, dipendente dal tipo di rottura, per sistemare la frattura ossea con l’ausilio di una protesi, in particolare nelle fratture scomposte. L’intervento dura poche ore e i pazienti sono in grado di alzarsi in piedi già dopo 24h dall’intervento.

Riabilitazione e recupero

Il periodo riabilitativo dura circa 1 mese/1 mese e mezzo. Nel post operatorio è fondamentale il lavoro di riabilitazione seguendo un adeguato ciclo di fisioterapia, con esercizi specifici mirati al recupero del range di mobilità articolare corretto, specialmente nel movimento di rotazione esterna dell’anca, e al rinforzo muscolare per rieducare l’arto inferiore ad una corretta deambulazione.

L’obbiettivo è quello di recuperare lo schema motorio, la corretta deambulazione, l’equilibrio il prima possibile e ridurre in tal modo il tempo di allettamento. Per prevenire le fratture dell’anca occorre ridurre al minimo i fattori di rischio, quindi proteggere le articolazioni durante le attività sportive, esercitare un attività motoria regolare per mantenere un buono tono muscolare ed una corretta coordinazione nei movimenti; occorre evitare posture o attività che producano elevato stress a carico dell’articolazione, rimuovere gli ostacoli domestici e integrare gli ambienti di casa con accessori utili per assicurare il sostegno (tappeti anti-scivolo in bagno, maniglie accanto alla doccia…). Infine, mantenere una sana alimentazione ricca di calcio e vitamina D per rallentare il deterioramento osseo.

La frattura dell’anca. Che cos’è, sintomi e trattamento
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